Nel cuore del quartiere Prati, a Roma, nasce Abitzai Project: uno spazio dedicato al design contemporaneo in cui materia, luce e superficie diventano strumenti di narrazione e progetto. Non un semplice luogo espositivo, ma un ambiente immersivo dove ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza sensoriale e culturale.
Qui la materia non è mai statica: si trasforma, dialoga, si lascia interpretare. Legni, tessuti, pietre e superfici diventano linguaggi attraverso cui leggere il presente e immaginare nuove possibilità dell’abitare.
LE ORIGINI DELLA FILOSOFIA ABITZAI
Il progetto prende forma dall’intuizione di Claudia Mazohl, fondatrice del brand Abitzai, e si sviluppa come un hub identitario per architetti, designer e appassionati. Il nome stesso racchiude una visione: “Abitzai”, termine antico che richiama l’idea di mantenere acceso, tenere vivo, ridare vita. Una filosofia che si traduce in un approccio progettuale orientato alla rigenerazione della materia e alla sua reinterpretazione, in equilibrio tra memoria e contemporaneità. Ogni superficie racconta una storia, ogni texture diventa traccia di un dialogo tra natura e intervento umano.
Qui la materia non è mai statica: si trasforma, dialoga, si lascia interpretare. Legni, tessuti, pietre e superfici diventano linguaggi attraverso cui leggere il presente e immaginare nuove possibilità dell’abitare.
LE ORIGINI DELLA FILOSOFIA ABITZAI
Il progetto prende forma dall’intuizione di Claudia Mazohl, fondatrice del brand Abitzai, e si sviluppa come un hub identitario per architetti, designer e appassionati. Il nome stesso racchiude una visione: “Abitzai”, termine antico che richiama l’idea di mantenere acceso, tenere vivo, ridare vita. Una filosofia che si traduce in un approccio progettuale orientato alla rigenerazione della materia e alla sua reinterpretazione, in equilibrio tra memoria e contemporaneità. Ogni superficie racconta una storia, ogni texture diventa traccia di un dialogo tra natura e intervento umano.

UNO SPAZIO PROGETTATO PER L’ESPERIENZA
Lo spazio è pensato come un contenitore versatile dedicato al residenziale, all’hospitality e al contract. Un ambiente dinamico in cui materiali e superfici vengono esplorati attraverso le loro origini, vissuti come esperienza relazionale e sperimentati in un contesto creativo di invenzione e gioco. La progettazione privilegia una dimensione esperienziale: il visitatore non osserva soltanto, ma entra in relazione con i materiali, ne scopre l’origine, ne percepisce la trasformazione.
UN LABORATORIO DI CONNESSIONI E CULTURA DEL DESIGN
Abitzai Project promuove una sinergia autentica tra i protagonisti del Made in Italy, creando connessioni tra produttori, artigiani e professionisti del settore. Un luogo che mette in relazione tradizione e contemporaneità, contribuendo a definire una nuova cultura del design mediterraneo moderno.
Lo spazio è pensato come un contenitore versatile dedicato al residenziale, all’hospitality e al contract. Un ambiente dinamico in cui materiali e superfici vengono esplorati attraverso le loro origini, vissuti come esperienza relazionale e sperimentati in un contesto creativo di invenzione e gioco. La progettazione privilegia una dimensione esperienziale: il visitatore non osserva soltanto, ma entra in relazione con i materiali, ne scopre l’origine, ne percepisce la trasformazione.
UN LABORATORIO DI CONNESSIONI E CULTURA DEL DESIGN
Abitzai Project promuove una sinergia autentica tra i protagonisti del Made in Italy, creando connessioni tra produttori, artigiani e professionisti del settore. Un luogo che mette in relazione tradizione e contemporaneità, contribuendo a definire una nuova cultura del design mediterraneo moderno.

Il calendario di eventi riflette questa vocazione: incontri, talk e presentazioni diventano occasioni di confronto e contaminazione tra discipline.
Tra questi, Metamorfosi Il Risveglio della Materia – un evento che indaga il passaggio dalla materia alla forma, raccontando la tensione creativa che trasforma elementi naturali in espressione progettuale. C'è un filo invisibile che lega la trama di un tessuto, la venatura di un legno e il corpo di un vino: è la sapienza di chi sa trasformare la materia grezza in pura emozione. Il filo conduttore è la tensione creativa: quell’istante preciso in cui l'uomo interviene sulla natura per elevarla. Useremo la metafora del "Bozzolo" e della "Metamorfosi" come guida visiva e concettuale per creare Alchimia contemporanea. Il cuore dell'evento non è più̀ solo l'oggetto finito, ma il "Divenire". Creazioni sartoriali di moda, gioielli sofisticati in argento e pezzi di design saranno protagonisti e testimoni della trasformazione da materia grezza all’optimum, lo stato finale della forma.
Cross-Pollination, a cura di Paolo Casicci, esplora il dialogo tra architettura e saperi apparentemente distanti, aprendo nuove prospettive di ricerca. Cross-Pollination nasce dall’idea che il design cresce per contaminazione: non più solo all’interno del proprio confine, ma nell’incontro con altre forme di conoscenza. L’appuntamento accosta figure provenienti da ambiti diversi: architetti e interior designer in abbinamento con: scrittori, biologi, fotografi, chef, botanic designer ecc. Un confronto guidato su temi condivisi: percezione, materia, luce, spazio, tempo.
Accanto a questi momenti, la presenza di ospiti e figure di riferimento del panorama contemporaneo, come Clara Bona nell’evento previsto il 18 maggio “Chiedimi se sono felice”, progettare case felici ed essere felici nel progettare case, un evento in collaborazione con OpenHouse Roma che contribuisce ad arricchire il dibattito sul progetto domestico e sull’evoluzione del vivere contemporaneo. Una conversazione ironica e seria allo stesso tempo sul rapporto tra casa, progetto e felicità: cosa rende davvero felice uno spazio domestico? E cosa significa, oggi, progettare luoghi in cui vivere bene? Partendo da queste domande, Clara Bona e Simona Finessi, Direttrice Editoriale di Plaftform, dialogano sul progetto domestico contemporaneo: tra desideri, immaginari, vita quotidiana e nuove sensibilità dell’abitare. Un incontro che attraversa il tema della casa non solo come spazio da progettare, ma come luogo emotivo, narrativo e personale — dove architettura, interior design e vita reale si intrecciano.
Questi eventi promuovono la filosofia di Abitzai Project: dalla materia alla visione, un ecosistema creativo in cui la materia diventa racconto, il gesto si fa identità e il design torna a essere un atto culturale. Un luogo in cui tradizione e innovazione convivono, dando forma a una nuova idea di abitare, consapevole, sensibile e profondamente connessa alla materia per esplorare libertà creative di condivisione per creare una community tra design, cultura, arte.
Tra questi, Metamorfosi Il Risveglio della Materia – un evento che indaga il passaggio dalla materia alla forma, raccontando la tensione creativa che trasforma elementi naturali in espressione progettuale. C'è un filo invisibile che lega la trama di un tessuto, la venatura di un legno e il corpo di un vino: è la sapienza di chi sa trasformare la materia grezza in pura emozione. Il filo conduttore è la tensione creativa: quell’istante preciso in cui l'uomo interviene sulla natura per elevarla. Useremo la metafora del "Bozzolo" e della "Metamorfosi" come guida visiva e concettuale per creare Alchimia contemporanea. Il cuore dell'evento non è più̀ solo l'oggetto finito, ma il "Divenire". Creazioni sartoriali di moda, gioielli sofisticati in argento e pezzi di design saranno protagonisti e testimoni della trasformazione da materia grezza all’optimum, lo stato finale della forma.
Cross-Pollination, a cura di Paolo Casicci, esplora il dialogo tra architettura e saperi apparentemente distanti, aprendo nuove prospettive di ricerca. Cross-Pollination nasce dall’idea che il design cresce per contaminazione: non più solo all’interno del proprio confine, ma nell’incontro con altre forme di conoscenza. L’appuntamento accosta figure provenienti da ambiti diversi: architetti e interior designer in abbinamento con: scrittori, biologi, fotografi, chef, botanic designer ecc. Un confronto guidato su temi condivisi: percezione, materia, luce, spazio, tempo.
Accanto a questi momenti, la presenza di ospiti e figure di riferimento del panorama contemporaneo, come Clara Bona nell’evento previsto il 18 maggio “Chiedimi se sono felice”, progettare case felici ed essere felici nel progettare case, un evento in collaborazione con OpenHouse Roma che contribuisce ad arricchire il dibattito sul progetto domestico e sull’evoluzione del vivere contemporaneo. Una conversazione ironica e seria allo stesso tempo sul rapporto tra casa, progetto e felicità: cosa rende davvero felice uno spazio domestico? E cosa significa, oggi, progettare luoghi in cui vivere bene? Partendo da queste domande, Clara Bona e Simona Finessi, Direttrice Editoriale di Plaftform, dialogano sul progetto domestico contemporaneo: tra desideri, immaginari, vita quotidiana e nuove sensibilità dell’abitare. Un incontro che attraversa il tema della casa non solo come spazio da progettare, ma come luogo emotivo, narrativo e personale — dove architettura, interior design e vita reale si intrecciano.
Questi eventi promuovono la filosofia di Abitzai Project: dalla materia alla visione, un ecosistema creativo in cui la materia diventa racconto, il gesto si fa identità e il design torna a essere un atto culturale. Un luogo in cui tradizione e innovazione convivono, dando forma a una nuova idea di abitare, consapevole, sensibile e profondamente connessa alla materia per esplorare libertà creative di condivisione per creare una community tra design, cultura, arte.


